La lampada

Il salto nel vuoto!
Questa nebbia sporca e cieca
mi accarezza come pietra
i miei passi qui incantano
e osservo la lampada
che si accende e si spegne.
Come un tic premo ripetutamente
e si riaccende e si rispegne
nevrosi multipla io ti adoro
altro tic del ticchettio del toc
ma i miei tacchi fanno plof.
Si consumano anche quelli
e il ticchettio riprendo a dannare
Son dannato d’amore eterno
e io ti ringrazio mio clamore superbo
Il ticchettio riprendo a premere
con la lampada che si scalda e freme
ma la nebbia non è permissiva
cara lampada, mi sei un po’ disutile
allora canto che nessuno mi può vedere
canto a Dio che gli voglio bene
canto l’amore dei nostri fratelli
canto il mio pianto che sale e scende
canto la nebbia, ma per Dio fammi vedere!
Riprendo col tic sempre più a ritmo
premo ululando ma la luna non vedo
premo e ripremo ma manca il sereno
scalcio e mi agito ma ho paura di cadere
mi muovo nervoso calpesto il cappello
ripremo e inciampo,
un crack eterno!
La lampada ho bruciato
e la nebbia più non vedo.
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