E questa te la dedico

Prendimi a schiaffi e a pugni,
riempimi di botte fino allo sbattermi a terra
Massacrami di voce e di smorfie
fino a che il mio corpo non esploda in brandelli
Ti chiedo perdono
per averti incrociato
ma mi è bastato
per essere inciampato
Non mi hai raccolto
ma mi hai deriso
e io in parte ti ho ucciso
Riempimi di calci con tutta la tua forza
finché il sangue non esploda dalle vene
L’ira scatena e li nascondi
Ti nascondi dietro un fittizio
Affogami in acqua salina
che forse ci si specchia
e si smette di ragionare un po’.
Perché la danza è un cuore
e il cuore si muove a ritmo
e latitanza
Correre ai ripari
e io cosa faccio,
i miei ripari se li sono portati via
o forse il riparo stesso se ne è andato.
Frantumami a terra ma ricorda di osservarmi
che da morto non si è più signori
e che non si inciampi in malintesi
ma c’è il bel rischio del Rigor mortis.
Non curartene, perché son già morto
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