L’abbandono

L’abbandono

come un cane lasciato solo

È deprimente

come dune in mezzo a vento

Lo dicevo caro Dio

qui pensieroso, sempre e solo Io

Guardo fuori dalla finestra

nella speranza di una luce nel buio

ma intanto non vedo niente

perché non trovo neanche più gli occhiali

provo a immaginarmi un futuro e del bello

Ma stolto moribondo!

osserva il presente che è sempre meglio

Mi guardo attorno

e non vedo penne

e neanche gli occhiali

Ma dove sono!

che qui sbatto di continuo la testa nel muro

Sono tutti uguali

mica ti servono gli occhiali

solo tu puoi entrare in te

e il gioco è fatto

Da solo più non sei

tutti uguali questi umani

forse è per questo che li amo tutti quanti

e li conto uno ad uno tra le mani

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