Assaggio del nuovo romanzo

In un sorvolo, gli uccelli cantano. Mentre cammino in questa desolazione mia nemica, ti aspetto come memoria dei miei giorni. Ti aspetto come ventre che implora la logica del mio venire. Sono solo un cerchio, in ripetizione, dei giorni nostri. L’asfalto ci prende per mano mentre suoniamo le strade, e le persone ci implorano di cantare. Senza timore rispondiamo l’avanzare delle ore, del tempo, in un cantiere di giostre impazzite, le due creature dal cielo avanzano senza rimpianti. E mangiano ciò che è loro, l’aria dei giorni del giorno della distanza del tempo. L’aria delle mie ferite, ricucite nella nostra forma migliore. Distesi in ammirazione preghiamo il nostro cuore.

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