tarologia – l’arte del tarocco

Il Tarocco, strumento di vita spesso discusso e confuso dietro al quale si celano fraintendimenti. Cosa siano i Tarocchi si sa, sono delle carte. Ma a cosa servano, quale sia la loro effettiva funzione, se ne sa meno.
Il Tarocco, per come lo intendo nella tarologia, può essere utilizzato per scavare nel profondo dell’Inconscio.
La tarologia non è da confondersi con la cartomanzia: nulla a che fare con il divinatorio o il futuro utopico. Si tratta di un viaggio, e il consulente, come un traghettatore, porterà il consulente nella direzione richiesta.

Il Tarocco è una Via in continua crescita ed evoluzione, una costante ricerca di sé e di ciò che il Tarocco stesso è.
La mia storia sui Tarocchi approda a qualche anno fa. Ad inizio degli anni 2010 desideravo un mazzo di Tarocchi. Mi fu spiegato che sarebbe stato meglio se qualcuno me lo avesse regalato, perché secondo svariate scaramanzie, comprarlo per me stessi, non è bene. Mi affidai a quelle parole, e allora aspettai, lasciando scorrere il tempo. Quando ormai ebbi rivolto l’attenzione ad altro, improvvisamente, mi arrivarono mazzi da tutte le parti: da amici e da persone vicine. Mio padre stesso, dopo qualche anno, tornò a casa da un mercatino con uno scatolone con una trentina di mazzi di Tarocchi.
La prima persona che mi iniziò alle carte fu Kitty Vinciguerraa; mi regalò un mazzo di Sibille dicendomi una semplice frase: “Inizia a farle”. Io non conoscevo nulla né di Sibille e né di Tarocchi; iniziai a leggerle seguendo la semplice intuizione, senza dilettarmi su futuri ipotetici, ma cercando di fare chiarezza alle problematiche che il consultante presentava. Da poco avevo conosciuto il pensiero di Alejandro Jodorowsky riguardo i Tarocchi, senza però approfondirlo. Mi aveva colpito il concetto che stava alla base, ovvero un Tarocco “pulito”, sano, che non leggeva o interpretava il futuro, ma che cercava, in una qualche maniera, di aiutare il consultante.
Qualche giorno dopo scoprii che il mio amico e collaboratore artista Eugenio Squarcia possedeva un mazzo di Tarocchi del ‘700/800, e mi lesse le carte. La sua era una lettura Zen, nella quale non si parlava di futuro: ti presentavi con una domanda e, a fine lettura, te ne andavi via con cento. Il suo consulto cercava di aprirti la mente. Basava molto la sua interpretazione attraverso i colori raffigurati; cercai subito di seguire i suoi piccoli insegnamenti prendendo così il primo spunto per l’arte del Tarocco. Premetto che, anni prima, una cara amica ogni tanto mi leggeva le carte da Briscola con la metodologia da cartomante, ovvero predicendo il futuro; l’avevo molto osservata capendo bene come si svolgesse una classica lettura.
Ho continuato la mia esperienza e crescita personale interpretando le Sibille, chi come volontario sotto mia proposta o chi fosse curioso di avere un’esperienza.
Dopo qualche anno feci un sogno in cui c’era A. Jodorowsky, e per me fu una vera e propria rivelazione. Cosa accadde nel sogno? prendeva in mano il mio mazzo di carte di Sibille e, dopo averlo guardato, lo buttava per aria dicendo “Ma no! ora inizia a leggere queste!” passandomi un mazzo di Tarocchi, ovvero i marsigliesi restaurati da lui stesso assieme a P. Camoin. Da quel sogno ho deciso di iniziare ad approfondire la tarologia partendo dal suo pensiero per poi evolvere al mio.
Sono passato attraverso maestri di ogni tipologia, apprezzandoli tutti quanti, assimilando i loro pregi, studiando le loro tecniche e i loro pensieri. Ringrazio in ordine casuale: Marianne Costa, grande maestra di Tarocchi che già anni precedenti avevo conosciuto, ritrovandomi a casa sua durante un viaggio a Parigi nel quale ebbi il piacere di leggerle le Sibille; Moreno Fazari, col quale ho potuto approfondire argomenti inerenti la tarologia, la metagenealogia , la psicomagia e l’Inconscio; Cristóbal Jodorowsky, persona che non ho conosciuto di persona, a parte qualche breve conversazione, ma che, attraverso seminari, ho seguito e, di conseguenza, anche da lui appreso molto.

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Sono disponibile a rispondere domande di qualsiasi genere; cercherò di fare il possibile, con o senza l’utilizzo dei Tarocchi, entro i miei limiti e le mie esperienze. Da qui nasce la sezione Spazio interiore. Tutto ciò che mi sembra possa essere utile verrà condiviso.
Ho creato anche la sezione metalettura, aperta a chiunque, basta che mi scrivi tre numeri, qualsiasi essi siano, ed io ti scriverò una breve frase. Si tratta di letture “poetiche” che non rispondono ad alcuna domanda; ed è per questo importante che non ti poni aspettative sul responso, ma anzi, che tu ne possa trarre uno spunto da cui attingere dell’utile.

La e-mail a cui scrivere è taroccointeriore [at] gmail.com.


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